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Il deserto dei Tartari - Dino Buzzati PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara   
Venerdì 30 Dicembre 2011 19:18

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L'immenso deserto settentrionale del regno diviene senza confini per Giovanni Drago, giovane soldato relegato in una sperduta fortezza dimenticata.

copertina il deserto dei tartari classici dino buzzati bol oscar mondadori

  • Anno: 1940
  • Genere: Narrativa

Giovanni Drago è un giovane tenente ambizioso appena ventunenne. Il suo primo incarico è di sorveglianza di una fortezza in mezzo al deserto ai confini settentrionali del suo regno.

Qualcosa di misterioso convince tutti i militari impiegati che è imminente un attacco da parte del nemico, i tartari. Ed è così che anche Giovanni comincia a sentirsi estraneo al di fuori della fortezza ed inizia a credere che il suo destino è attendere l'arrivo dei Tartari.

 

ATTENZIONE: Segue il finale del film for {clicca per visualizzare}:
Giovanni si ammala e proprio quando i Tartari sono all'orizzonte è costretto ad abbandonare la fortezza a causa di questo suo malessere. Morirà solo.
  • Recensione e riflessioni personali
  • Buzzati riesce a mettere in atto una vera e propria metamorfosi nel lettore: quest'ultimo passa dall'essere entusiasmato insieme al protagonista per le nuove avventure che lo attendono subito dopo aver ottenuto il grado di tenente, alla delusione ed alla rassegnazione che deriva dalla consapevolezza conseguita dopo alcuni mesi di permanenza alla fortezza.

    Il suo primo incarico era quanto di peggio potesse capitargli e lo segnerà a vita. Quella sorta di incantesimo che avvolge la fortezza, cioè la speranza dell'arrivo dei nemici e quindi la volontà di rimanere a tutti i costi in quel luogo dimenticato da tutti, lo porterà inconsciamente a sprecare il suo tempo.

    Giovanni infatti butterà semplicemente via la sua intera esistenza nella solitudine della fortezza e nella continua speranza dell'arrivo dei Tartari. Ma dalla sua attesa riceverà solo una brutta malattia che lo porterà alla morte, anch'essa in completa solitudine, ed una infinita frustrazione.

    Inoltre la narrazione ci immerge nel tedio del vivere quotidiano di Giovanni e contiene lunghe digressioni descrittive riguardo il paesaggio desertico. Il tutto finisce alla lunga per stancare il lettore fino ad infastidirlo per il fatto che il protagonista sembra non accorgersi di come sta sprecando l'unico bene prezioso che ci è concesso: la vita.

    L'estrema focalizzazione del protagonista contribuisce a creare un forte legame emotivo Giovanni-lettore e risulta apprezzabile.

    Molti considerano il finale una chiusura positiva rispetto all'intera pessimistica vicenda, ma una nota dolce che segue un'infinità di note stonate non risulta molto plausibile.

    Il Deserto dei Tartari si prospetta quindi come un classico della narrativa italiana che può essere interpretata in maniera duplice: Buzzati vuole sottolineare come non sia importante come si trascorre la propria vita, ma la cosa fondamentale è riuscire a sconfiggere la morte con la rassegnazione; oppure, più semplicemente, Buzzati ci prospetta l'esistenza come una continua ed amara illusione.


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    Ultimo aggiornamento Sabato 31 Dicembre 2011 11:56
     
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